Statine - potente fattore di rischio per il diabete

25/05/2012

 

Una comunicazione di David Perlmutter, MD

Aggiungo la mia voce alle innumerevoli altre nel sollevare l'allarme circa l'epidemia di diabete di tipo 2 in America. Ecco i fatti che fanno riflettere:

 

·        Ci sono ora oltre 24 milioni di diabetici di tipo 2 in America

·        Incredibilmente, circa 6 milioni di queste persone non sanno di avere la malattia

·        Più di 2.000 persone vengono diagnosticate diabetiche ogni giorno

·        E' direttamente collegato a circa 200.000 morti ogni anno

·        Avere la malattia riduce l'aspettativa di vita di 15 anni

·        La malattia aumenta il rischio di amputazione del 4.000 per cento

·        Il diabete raddoppia il rischio di malattie cardiache e ictus

 

Dal mio punto di vista, come neurologo e medico di Medicina Funzionale, altre due considerazioni devono essere fatte. In primo luogo, il diabete di tipo 2 è quasi completamente prevenibile. Senza dubbio, scelte di vita, compresi gli alimenti di cui ci nutriamo e l'esercizio che si fa o non si fa, praticamente sono alla base del fatto che avremo o non avremo a che fare con questa malattia. In secondo luogo, essere diabetici è un grosso indice per alto rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. E bisogna tenere a mente che il morbo di Alzheimer è una malattia per la quale non abbiamo nessun trattamento medico significativo. Mentre si può rimanere impressionati dagli spot televisivi mostrati al telegiornale della sera inneggianti a "farmaci per l’Alzheimer", la realtà è che, ancora una volta, non esiste alcun agente farmaceutico che mostri una rilevanza significativa nel trattamento di questa malattia, men che meno per curarla.

Alla luce dell'importante relazione tra diabete di tipo 2 e Alzheimer e nel riconoscimento che il diabete si può prevenire, è importante guardare a quei fattori che possono aumentare il rischio di svilupparla. Non c'è dubbio che i rapporti tra diabete, obesità, dieta ed esercizio fisico siano ora di conoscenza più o meno comune. Così, a parte questo, prendiamo in considerazione i farmaci. Cioè, possibile che un farmaco comunemente usato aumenti il rischio di sviluppare il diabete, una malattia che costa agli americani qualcosa come 10 miliardi di dollari ogni anno? (possibilissimo! NdT)

Recentemente, su una rivista medica molto considerata, Archives of Internal Medicine, pubblicata dalla American Medical Association, si legge di uno studio in cui i ricercatori hanno valutato il rischio di sviluppare il diabete in più di 160.000 soggetti in 40 centri clinici statunitensi, in un periodo di cinque anni. Le loro scoperte hanno rivelato un sorprendente 71% di aumento del rischio di sviluppare il diabete in quei soggetti che stavano assumendo statine per abbassare il colesterolo. Cioè, la sostanza più comunemente prescritta sul pianeta è associata a un drammatico aumento del rischio per una delle malattie più comuni della nostra società. E tenere a mente che il diabete, per la maggior parte dei medici, è semplicemente una richiesta di ulteriori farmaci. Chi vince in questo scenario?

Ma c'è di più, in un editoriale a seguito dello studio, Kirsten L. Johansen, MD, Vice Direttore della rivista, mentre discute il rischio di diabete indotto da questi farmaci richiama l'attenzione al numero crescente di ricerche che mostrano che il rischio di morte nei pazienti trattati con statine non sia ridotto in alcun modo. Ma non è per questo che le persone prendono questi farmaci, per non morire?

Le dottrine di ogni tradizione così come l'approccio integrativo di ogni istituzione medica atto a ridurre il rischio di sviluppare (ma anche per trattare) una ipercolesterolemia, per prima cosa mirano alla dieta ed allo stile di vita, non semplicemente alla scelta di un farmaco. Questo approccio è ora sostenuto dal fatto che la ricerca scientifica chiaramente collega l'uso delle statine ad un drammatico aumentato rischio di sviluppo del diabete. Non possiamo permetterci di rimanere miopi nel modo in cui guardiamo alla medicina preventiva, semplicemente concentrandosi sui farmaci, soprattutto quando sappiamo che alcuni di questi farmaci possono effettivamente contribuire alle malattie, le stesse che stiamo cercando di prevenire.

 

Ricordare: soprattutto, non fare del male.

 

traduzione, integrazione ed adattamento di MP

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