Perché sbadigliamo

19/04/2012

 

Sbadigliare è solitamente associato con la noia o con la stanchezza, ma nuove ricerche suggeriscono che ci sia qualcosa di più in questo comportamento.

Il primo indizio del fatto che sbadigliare serva a scopi più alti?

Lo facciamo involontariamente, come respirare, e succede anche prima della nascita (addirittura dalla 11° settimana dal concepimento).

Esistono molte teorie sul perché si sbadiglia, ma una delle più avvincenti viene indagata dai ricercatori della Princeton University, che con i loro studi suggeriscono che sbadigliare serva all’importante funzione di raffreddare il cervello.

Sbadigliare mantiene fresco il cervello

Uno studio apparso in Animal Behavior spiega l’ipotesi che “sbadigliare serva come un meccanismo di termoregolazione che entra in funzione quando aumenta la temperatura nel cervello o nel corpo.

Questa ipotesi inoltre stabilisce che all’aumento della temperatura ambientale (che si avvicini ma non ecceda quella corporea) anche gli sbadigli aumentano di conseguenza.”

Infatti, precedenti ricerche condotte da Andrew C. Gallup, PhD, ora ricercatore associato post dottorato alla Princeton University e colleghi rivelò che gli sbadigli raddoppiavano tra i parrocchetti quando la temperatura ambientale aumentava.

Nuove ricerche, questa volta su esseri umani, dimostrarono che più persone sbadigliavano in inverno rispetto all’estate (45 percento contro 24 percento, rispettivamente), il che supporta la teoria di Gallup che la gente dovrebbe sbadigliare di più con clima freddo perché l’aria fredda che si inala aiuta a regolare la temperature del cervello.

Ha detto a Discovery News:

"I cervelli sono come dei computers… operano più efficientemente quando sono freddi e l’adattamento fisico si è evoluto per permettere il massimo raffreddamento del cervello”.

In poche parole, viene teorizzato che l’influsso di aria fresca che si verifica con lo sbadiglio aiuta a raffreddare ed aumentare il flusso sanguigno in collo, faccia, seni facciali e testa, che insieme agiscono come un radiatore che raffredda il cervello. Scrivendo sul giornale Medical Hypotheses, Gallup e colleghi suggeriscono che questo processo possa anche coinvolgere i seni (la cui funzione è attualmente oggetto di dibattito):

"la sottile parete posteriore del seno mascellare si può flettere durante lo sbadiglio, agendo come un mantice, ventilando attivamente il sistema sinusale e quindi facilitando il raffreddamento del cervello. Un tale sistema di ventilazione non è mai stato descritto precedentemente negli esseri umani, sebbene un sistema simile sia stato ritrovato negli uccelli.”

La scoperta è in linea con precedenti ricerche che dimostravano che la temperatura del cervello aumenta in seguito a carenza di sonno, il che può essere una ragione del fatto che la stanchezza inneschi gli sbadigli. Gallup suggerisce inoltre che un eccessivo sbadigliare possa essere un sintomo di una condizione di salute che aumenta la temperatura del cervello, come un danno al sistema nervoso centrale.

Sbadigliare ha anche implicazioni sociali e cognitive?

Un’altra teoria del perché si sbadigli ruota attorno agli effetti sociali, piuttosto che psicologici. È noto per esempio che lo sbadiglio è contagioso tra gli esseri umani, gli scimpanzé ed anche i cani, un comportamento che è stato definito come una capacità di empatia. Nel giornale Frontiers of Neurology and Neuroscience viene suggerito che:

"... la contagiosità dello sbadiglio è un’espressione di cognizione sociale, detta empatia. La suscettibilità alla contagiosità dello sbadiglio è correlata alla velocità di riconoscimento della propria faccia, teoria dell'elaborazione mentale, ed è anche associata con l’attivazione delle regioni del cervello che sono state associate ai processi cognitivi sociali. Questo suggerisce che lo sbadiglio contagioso possa essere un vecchio processo evolutivo che ha generato un maggiore livello di cognizione sociale in certe specie."

Sbadigliare è stato associato all'eccitazione o ad un cambio di stato, come il passare dall'attenzione all'essere assonnati o vice versa, secondo il Dr. Robert Provine, un neuroscienziato dell'Università del Maryland. Per ora è sicuro dire che c'è molto di più da scoprire sul perché praticamente tutti i mammiferi sbadigliano, ma in caso si sbadigli troppo, bisogna essere consapevoli che ciò potrebbe avere implicazioni fisiologiche. Per lo meno, potrebbe significare che si ha bisogno di un buon sonno.

Potrebbe anche essere dovuto ad una reazione vasovagale, causata dall'azione del nervo vago (il decimo nervo cranico che si diparte dal tronco encefalico fino all'addome) sui vasi sanguigni. Questo potrebbe essere un segno di problema cardiaco e dovrebbe essere controllato dal medico. Eccessivi sbadigli possono verificarsi anche prima di un attacco in persone con epilessia, o prima l'insorgenza di emicrania, particolari da tenere a mente se si soffre di tali patologie.

 

tratto da Dr.Mercola.com

traduzione ed adattamento di MP

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