Parabeni e cancro del seno

24/05/2012

 

Una nuova ricerca che sta esaminando i parabeni ritrovati nel tessuto canceroso mammario umano punta il dito contro antitraspiranti e altri cosmetici imputati di aumentare il rischio di cancro al seno.

La ricerca, che verrà anche recensita in un editoriale pubblicato sul Journal of Applied Toxicology, ha esaminato le zone in cui apparivano i tumori al seno, ed ha determinato che alte concentrazioni di parabeni sono state trovate nei quadranti superiori del seno e nella zona ascellare, dove gli antitraspiranti sono di solito applicati.

I parabeni sono sostanze chimiche che servono come conservanti, contenuti in molti antitraspiranti e cosmetici, nonché nelle creme solari. Studi precedenti hanno dimostrato che tutti i parabeni hanno un'attività estrogenica nelle cellule umane del cancro al seno.

Un altro componente degli antitraspiranti, il cloruro di alluminio, è stato trovato in grado di agire in modo analogo a quello in cui gli oncogeni lavorano per provocare trasformazioni molecolari nelle cellule tumorali. Secondo gli autori della revisione editoriale, la ricerca mostra "segnali preoccupanti che tali composti non sono così sicuri come in precedenza generalmente considerato, e ulteriori ricerche sono necessarie". Inoltre:

"I dati di questo ultimo studio, l'esame più esteso sui parabeni nel seno umano finora pubblicato, conferma il lavoro precedente e pone una serie di domande sull’intera serie dei parabeni, prodotti per la cura personale e dibattito sulla salute umana, in particolare relazione alle fonti ed alle significatività tossicologiche degli esteri dei parabeni".

Il novantanove per cento dei campioni di tessuto del cancro al seno contengono parabeni

Lo studio condotto da Barr ed altri ha scoperto uno o più esteri dei parabeni nel 99 per cento dei 160 campioni di tessuto prelevati da 40 mastectomie. Nel 60 per cento dei campioni, tutti e cinque gli esteri dei parabeni erano presenti. Non ci sono state correlazioni tra le concentrazioni di parabeni e l'età, la durata dell'allattamento al seno, la posizione del tumore, o contenuto di recettori per gli estrogeni. I valori medi in nanogrammi per tessuto per le cinque sostanze chimiche erano:

 

1.    n-propilparabene       16,8

2.    metilparabene           16,6

3.    n-butilparabene         5,8

4.    etilparabene              3,4

5.    isobutilparabene        2,1

 

Nonostante gli antitraspiranti siano una fonte comune di parabeni, gli autori hanno notato che non è possibile stabilire la fonte dei parabeni, e che 7 dei 40 pazienti hanno riferito di non aver mai utilizzato deodoranti o antitraspiranti nella loro vita. Ciò ci dice che i parabeni, indipendentemente dalla fonte, possono bioaccumularsi nel tessuto mammario.

E le fonti sono molteplici. Parabeni possono essere ritrovati in una grande varietà di prodotti per la cura personale, nei cosmetici, così come nei farmaci. Detto questo, sembra che la via cutanea sia la forma più significativa di esposizione. In un editoriale, Harvey Philip e David Everett spiegano perché:

"... l’esposizione per via cutanea è considerata più plausibile quando esteri intatti vengono rilevati, ed è di altri autori la segnalazione delle esposizioni umane e delle concentrazioni nei fluidi corporei degli esteri dei parabeni, ritenendo i cosmetici come le fonti probabili... Questo perché l'attività metabolica delle esterasi nell'intestino e nel fegato (importanti per l'esposizione orale) è considerata notevolmente superiore a quella della pelle, e le esposizioni orali comporterebbero un rapido metabolismo epatico degli esteri per produrre il comune metabolita p-idrossibenzoico... Esteri dei parabeni tipicamente utilizzati nei prodotti cosmetici passano attraverso la pelle umana in vitro / ex vivo, e Ishiwatrai et.al. (2007) ha evidenziato la persistenza di metilparabene non metabolizzato nella pelle "

La sicurezza dei parabeni non è MAI stata stabilita ...

Per quanto incredibile possa sembrare, nonostante il fatto che i parabeni sono utilizzati in una vasta gamma di prodotti, la tossicologia di queste sostanze chimiche è stata molto poco investigata. C'è una completa mancanza di studi di tossicologia moderna su questi ingredienti, e secondo la revisione, non un singolo studio sulla cancerogenicità delle sostanze chimiche segue normative accettabili standard per i protocolli di studio sulla cancerogenicità. Gli autori sottolineano che uno studio sul ratto del 1956 viene ancora utilizzato come "valutazione cardine su cui si giudica la sicurezza sull’uomo"!

"Questo può essere accettabile per alcune sostanze chimiche per le quali esiste un'esposizione umana limitata, ma non per le sostanze chimiche come i parabeni, ai quali è esposta una vasta popolazione, e che mostrano delle concentrazioni tissutali significative," scrivono.

Inoltre, praticamente tutti gli studi tossicologici considerano solo la via orale di esposizione, il che significa che la valutazione del rischio, secondo Harvey e Everett, è "in gran parte basata su ipotesi, opinioni ed uno strumento tecnico normativo denominato GRAS (Generally Regarded as Safe, cioè generalmente considerato sicuro…)."

L'attività estrogenica dei parabeni

Gli estrogeni, sia sintetici sia naturali, sono un fattore di rischio primario per il cancro al seno. Circa 20 diversi studi hanno dimostrato che i parabeni hanno attività estrogenica, il che li rende rilevanti quando si tratta di tumori estrogeno-sensibili. Una giustificazione comune utilizzata per difendere l'assenza di studi tossicologici è che i parabeni sono deboli in termini di potenza. Ad esempio, propilparabene e butilparabene sono rispettivamente circa 30.000 e 10.000 volte meno potenti dell’estradiolo.

"Tuttavia, l’estradiolo si evidenzia nel tessuto mammario in ragione di picogrammi per grammo di tessuto... ma i risultati riportati da Barr et.al. evidenziano che i tessuti presentano concentrazioni di parabeni, nei casi peggiori, in microgrammi per grammo di tessuto mammario, che è un milione di volte superiore a quello dell’estradiolo. Chiaramente, il grado di esposizione sembrerebbe superiore per compensare la riduzione di potenza," scrivono Harvey e Everett.

Ma non è tutto. Uno studio del 2011 riporta che il metilparabene promuove il ricambio  cellulare e rende le cellule mammarie umane più resistenti all'apoptosi (morte cellulare autoindotta), il che, secondo gli autori, può fornire la base molecolare per la proliferazione del tumore maligno. Harvey e Everett citano anche un altro studio del 2007, che ha trovato che propilparabene e butilparabene causano danni rilevabili al DNA.

L’aumento del cancro al seno è probabilmente collegato alle esposizioni chimiche

Harvey e Everett sottolineano che l'ipotesi che le sostanze chimiche presenti nei prodotti per la cura personale potrebbe essere dannoso per la salute e contribuire al cancro al seno ha un fondamento in due principali osservazioni:

 

1.    I tassi di cancro al seno sono aumentati negli ultimi decenni, il che è correlato con lo stile di vita che negli anni ha subito variazioni significative, come la dieta, l'obesità e l'uso di prodotti per la cura personale contenenti sostanze chimiche non testate

 

2.    I tumori sono sproporzionatamente situati nel quadrante superiore esterno della mammella, e più tumori si ritrovano nel seno sinistro rispetto a quello destro, suggerendo che questo fatto potrebbe essere correlato ai prodotti applicati per via topica in quelle aree (la maggior parte delle persone sono destre, il che potrebbe rendere un po' più intensa l’applicazione dei prodotti sotto il braccio sinistro)

 

A mio parere, una delle principali osservazioni di Harvey e Everett è che:

Il principio che “non c'è alcuna prova che i prodotti per la cura personale (antitraspiranti o deodoranti) siano collegati al cancro al seno" è tecnicamente corretto, ma solo perché non sono stati condotti studi per indagare eventuali relazioni. Tali argomenti forniscono garanzie false, mascherando le inadeguatezze di conoscenze ed evidenze empiriche.

Alluminio - Un altro ingrediente promotore del cancro contenuto negli antitraspiranti

Gli antitraspiranti funzionano provocando l’intasamento, la chiusura o il blocco dei pori dai quali fuoriesce il sudore sotto le braccia per mezzo di un ingrediente attivo che è l’alluminio. (Se si utilizza un prodotto solo deodorante è improbabile che contenga alluminio, ma potrebbe contenere altre sostanze chimiche che potrebbero essere preoccupanti, come ad esempio dei parabeni.) Non solo questo blocca uno dei percorsi del corpo per la disintossicazione (rilasciando le tossine tramite il sudore), ma solleva preoccupazioni su dove questi metalli vadano a finire una volta applicati.

Come i parabeni, i sali di alluminio possono anche mimare gli estrogeni, e, proprio come lo studio in evidenza, anche la ricerca precedente ha mostrato che l'alluminio viene assorbito e depositato nei tessuti del petto. I ricercatori hanno suggerito che l’aumento dei livelli di alluminio potrebbe essere utilizzato come biomarker per l'identificazione delle donne ad aumentato rischio di sviluppare cancro al seno.

I sali di alluminio possono spiegare il 25 per cento del volume di alcuni antitraspiranti, e una revisione delle fonti comuni di esposizione all'alluminio per gli esseri umani ha scoperto che l'uso degli antitraspiranti può aumentare significativamente la quantità di alluminio assorbita dal corpo. Secondo la revisione, dopo una singola applicazione di antitraspirante sulle ascelle, circa lo 0,012 per cento di alluminio può essere assorbito. Può non sembrare molto finché non lo si moltiplica per una o più volte al giorno per tutta la vita, il che porta ad una totale massiccia esposizione all'alluminio, un veleno che non dovrebbe essere nel corpo e che può essere più tossico del mercurio. A parte le vaccinazioni, l’antitraspirante può essere la principale fonte di esposizione a questo metallo velenoso!

Cautela anche con i deodoranti naturali!

Ci sono molte marche di deodoranti che non utilizzano sostanze chimiche o alluminio e molti di questi prodotti sono alternative sicure. I "cristalli" o pietre deodoranti, che sono una valida alternativa come deodorante naturale e sono usati dai salutisti per evitare l’alluminio, spesso affermano di essere privi di alluminio, ma alcuni contengono in realtà un diverso tipo di composto noto come allume, il più comune essendo l’allume di potassio, noto anche come solfato di alluminio e potassio.

Allume di potassio o allume di ammonio sono sali minerali naturali costituiti da molecole troppo grandi per poter essere assorbite dal corpo. Essi formano uno strato protettivo sulla pelle, che inibisce la crescita di batteri che causano odori. Questi deodoranti sono consigliati da molti centri di trattamento del cancro, ma mentre questo può essere un'alternativa migliore alla maggior parte degli antitraspiranti e dei deodoranti sul mercato, non sono completamente privi di alluminio. Ricordare anche di controllare gli ingredienti rimanenti, mantenendo un occhio vigile per parabeni.

 

Negli ultimi anni non ho più usato deodoranti (gli antitraspiranti non li ho mai usati perché durante il periodo di studi universitari era già emerso che fossero dannosi, e sto parlando degli anni ’80… ed è incredibile come un sito che si avvale della consulenza del maggior oncologo italiano riporti: "per combattere il cattivo odore vanno applicati deodoranti antisudorali, che contengono cioè sostanze in grado di bloccare la secrezione ghiandolare" -clicca qui) anche quelli naturali. Ho notato che causano una macchia gialla, tra l'altro difficile da eliminare con il normale lavaggio, nella zona ascellare delle mie magliette e camicie. In un primo momento ho pensato che la macchia fosse dovuta al mio sudore, ma ho subito capito che erano le sostanze chimiche contenute nei prodotti. Uso regolarmente acqua e sapone sotto le ascelle, il che sembra funzionare. L'anno scorso ho notato che se faccio prendere il sole alle ascelle regolarmente, la luce UV effettivamente sterilizza la cute delle ascelle, oltre ad elevare i livelli di vitamina D. Non si forma odore anche senza usare acqua e sapone. In sostanza si abbronzano le ascelle. L'effetto non è duraturo ed i batteri si ripopolano in un giorno o due a meno che non si continui ad esporre le ascelle alla luce del sole.

 

Cosa si può fare per prevenire il cancro al seno?

A parte il cancro della pelle, il cancro della mammella è il tumore più comune tra le donne statunitensi. Purtroppo, mentre l'American Cancer Society incoraggia molto le donne a sottoporsi a mammografia, non fanno abbastanza per divulgare in che modo le donne possono aiutarsi in primo luogo a prevenire il cancro al seno. Le strategie di stile di vita che seguono aiuteranno a ridurre il rischio di cancro al seno:

 

·        Ridurre drasticamente l’assunzione di zucchero/fruttosio. Normalizzare i livelli di insulina, evitando lo zucchero ed il fruttosio è una delle azioni più potenti che si possono adottare per ridurre il rischio di cancro. Purtroppo, pochi oncologi apprezzano o applicano questa conoscenza oggi. Il Centro Oncologico Americano è una delle poche eccezioni, qui vengono adottate severe misure dietetiche nel programma di trattamento del cancro. Il fruttosio è particolarmente pericoloso, la ricerca dimostra che accelera la crescita del cancro.

 

·        Ottimizzare il livello di vitamina D. Idealmente dovrebbe essere superiore a 50 ng/ml, ma livelli di 70-100 ng/ml riducono radicalmente il rischio di cancro. L’esposizione al sole, in modo sicuro, è il modo più efficace per aumentare i livelli, seguito da lettini abbronzanti sicuri e supplementazione orale di vitamina D3 come ultima risorsa, se non c'è altra opzione disponibile.

 

·        Mantenere un peso corporeo sano. Ciò avverrà naturalmente, quando si inizia a mangiare in modo corretto per il tipo nutrizionale ed esercitandosi con attività fisiche ad alta intensità. E' importante per perdere peso in eccesso, perché gli estrogeni vengono prodotti nel tessuto adiposo.

 

·        Assumere grassi omega-3 in abbondanza, di alta qualità e di derivazione animale, come quelli derivanti da olio di krill. La carenza di Omega-3 è un fattore comune di base per il cancro.

 

·        Evitare di bere alcol, o limitare le bevande a una al giorno per le donne.

 

·        Allattare esclusivamente al seno almeno fino a sei mesi. La ricerca dimostra che questo aiuta a ridurre il rischio di cancro al seno.

 

·        Attenzione ai  livelli eccessivi di ferro. Questa è in realtà una situazione molto comune una volta che le donne smettono di avere le mestruazioni. Il supplemento di ferro effettivamente funziona come un potente ossidante, aumentando i radicali liberi ed il rischio di cancro. Quindi, se si è in post-menopausa o si ha il cancro al seno, bisogna sicuramente tenere sotto controllo il livello di ferritina. La ferritina è la proteina di trasporto del ferro e non deve essere superiore a 80. Se è elevata, si può semplicemente donare il sangue per ridurla.

 

tratto da Dr.Mercola.com

traduzione, integrazione ed adattamento di MP

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