Un interessante articolo sulla connessione tra l’uso del latte ed il cancro

 

 

 

Il 23 gennaio del 1998, ricercatori della Harvard Medical School diffusero un importante studio che poneva in risalto l’evidenza che l’IGF-1 è un potente fattore di rischio per il cancro alla prostata.

 

L’IGF-1 o insuline-like growth factor 1 (fattore di crescita simil-insulinico 1, perché possiede una struttura molecolare simile a quella dell'insulina, anche denominato somatomedina, N.d.T.),  è un importante ormone che viene prodotto principalmente dal fegato ma anche dai condrociti che regolano la produzione della cartilagine e da altri tessuti. È un polipeptide composto da 70 amminoacidi legati fra loro.

 

Tutti i mammiferi producono molecole di IGF-1, molto simili strutturalmente tra loro, ma le molecole umane e bovine sono completamente identiche.

 

L’IGF-1 deve il suo nome al fatto che possiede un’attività simil-insulinica sui tessuti adiposi ed una struttura che è molto simile a quella della pro-insulina. La produzione corporea di IGF-1 è regolata dall’ormone umano della crescita e vede il suo picco alla pubertà. La produzione decresce con l’età ed è ridotta a circa la metà in adulto di 70 anni. L’IGF-1 è un ormone molto potente che mostra profondi effetti anche se la sua concentrazione nel siero sanguigno è di appena 200 ng/ml, cioè 0.2 milionesimi di grammo per millilitro.

 

IGF-1 e cancro

 

L’IGF-1 è in grado di stimolare la crescita cellulare sia di cellule normali che di cellule cancerose.

Nel 1990, ricercatori della Stanford University scoprirono che l’IGF-1 promuove la crescita della cellule prostatiche. Questa notizia fu seguita dalla scoperta che l’IGF-1 accelera la crescita delle cellule cancerose del seno.

 

Nel 1995 ricerche condotte al National Institute of Health riportarono che l’IGF-1 gioca un ruolo centrale nella progressione di molti tumori infantili e nella crescita dei tumori al seno, nel cancro polmonare a piccole cellule, nel melanoma, nel cancro del pancreas e della prostata.

 

Nel settembre 1997 un team internazionale di ricercatori riportò la prima evidenza epidemiologica del fatto che alte concentrazioni di IGF-1 sono implicate nell’aumento del rischio di cancro alla prostata. Altri ricercatori provarono che l’IGF-1  è connesso al cancro del seno e del colon.

 

Un’ulteriore studio dei ricercatori di Harvard, datato 1998, confermò il legame tra i livelli di IGF-1 nel sangue ed il rischio di cancro alla prostata. Gli effetti della concentrazione dell’IGF-1 sul cancro alla prostata furono trovati sorprendentemente molto più alti di quelli di ogni altro fattore di rischio conosciuto.

 

Uomini con livelli di IGF-1 compresi tra 300 e 500 ng/ml hanno una possibilità maggiore di oltre 4 volte di sviluppare un cancro alla prostata rispetto ad uomini con un livello di IGF-1 compreso tra 100 e 185 ng/ml.

 

L’effetto nocivo di alti livelli di IGF-1 è particolarmente pronunciato in uomini con più di 60 anni. In questo gruppo di età gli uomini hanno una probabilità otto volte maggiore di sviluppare un cancro alla prostata rispetto ad uomini con livelli inferiori di IGF-1.

 

Livelli elevati di IGF-1 sono presenti parecchi anni prima di una eventuale diagnosi di cancro alla prostata. (Questo dato può essere quindi di una qualche utilità per una valutazione preventiva? N.d.T.)

 

by Hans R. Larsen

traduzione di M.P.

 

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