I danni da eccessiva acidità organica

10/02/2014

 

Tutti quei processi e manifestazioni che noi chiamiamo malattie sono la diretta conseguenza di un’eccessiva acidificazione del sangue, dovuta per lo più a una sbagliata alimentazione.

Dopo un pasto, i nutrimenti e le tossine (rifiuti organici) derivanti dalla digestione fluiscono dal tratto intestinale nel sangue e nel sistema linfatico. Attraverso l’osmosi, i nutrimenti e le tossine si aprono poi anche un passaggio verso il citoplasma, ossia quella parte della cellula che avvolge il nucleo delle cellule organiche. Tutte le cellule hanno una caratteristica comune: il citoplasma ha una reazione alcalina (negativa) e il nucleo ne ha una acida (positiva), ciò crea una differenza di potenziale elettrico tra il citoplasma ed il nucleo. Questa differenza di potenziale elettrico determina la “vitalità” delle cellule.

Se questo potenziale elettrico si riduce al di sotto di un certo livello la cellula si ammala e può anche morire. Quando il sangue quindi porta con sé molte sostanze acide, per esempio le tossine, le stesse possono penetrare all’interno delle cellule e neutralizzare l’alcalinità del citoplasma. Se perciò la concentrazione delle tossine nella circolazione del sangue è più alta di quella nelle cellule, le tossine continueranno a fluire nel citoplasma delle cellule ed eventualmente a precipitare, creando dei cristalli.

Periodicamente, durante i periodi in cui la vitalità è elevata, l’organismo prova a correggere questa condizione, attraverso delle acute crisi di guarigione: le cosiddette “malattie”. Dopo molti anni, tuttavia, se una persona non migliora le proprie abitudini e il proprio stile di vita, verrà a crearsi una malattia cronica. Ed alla base di tale malattia possiamo sicuramente trovare un grande accumulo di tossine.

Il punto di vista dell’omotossicologia

Secondo l’insegnamento di H.H. Reckeweg, fondatore dell’omotossicologia, tutti quei processi e manifestazioni che noi chiamiamo malattie sono espressione della lotta dell’organismo contro le tossine, per renderle innocue e poi espellerle. L’organismo può vincere o perdere questa battaglia; in ogni caso, quei processi che noi chiamiamo malattie non sono altro che utili funzioni biologiche, finalizzate alla disintossicazione naturale del corpo e alla difesa contro i veleni. L’organismo, infatti, cerca sempre di compensare i danni che ha subito e che non è riuscito ancora ad eliminare.

La probabile causa di tutte le malattie

Praticamente tutti i dolori, le patologie e la distruzione di cellule, è dovuta ad un’eccessiva acidità del sangue, derivante dall’assunzione di una quantità troppo elevata di proteine, specialmente di quelle animali: carne, pesce, pollame, salumi e formaggio ecc. Tuttavia anche le proteine vegetali, come i semi, i cereali e i legumi, quando assunte troppo spesso o in notevole quantità, possono causare questo tipo di tossicità. Il Dr. “Bieler” afferma che la causa principale dell’acidità organica, vada ricercata nell’assunzione eccessiva di proteine, che disturbano in modo sostanziale l’equilibrio dell’azoto. Una condizione acida, generata da una dieta con molte proteine, distrugge molte cellule del corpo, che pertanto dovranno essere ripristinate…

L’effetto a lungo termine di una dieta con molte proteine, è quindi sempre deleterio per la salute. Crea infatti un’accumulazione di prodotti di rifiuto – dovuti alla digestione ed assimilazione di queste proteine – i quali acidificano l’organismo. Per esempio, se consideriamo che fegato e reni sono in grado di espellere circa 8 grani di acido urico nell’arco delle 24 ore e che 500 grammi di carne possono generare fino a 18 grani di acido urico, ne consegue che ad ogni pasto a base di carne una parte dell’acido urico generato verrà di fatto accumulato nel corpo. Questo fenomeno, nel tempo, potrà provocare gotta, reumatismi o diverse forme di artrosi.

L’acidosi precede e provoca le malattie

È quindi ormai un fatto ampiamente riconosciuto, che molte malattie si sviluppino a causa di una condizione di “acidosi cronica”, che riduce le funzioni organiche e abbassa la resistenza dell’organismo. A questo riguardo, il Dr. “George W. Crile”, (direttore della Clinica Crile in Cleveland) uno dei più famosi chirurghi del mondo, così si esprime: “Non esiste la morte naturale. Tutti i casi così definiti, sono soltanto il punto finale di una progressiva acidificazione dell’organismo”.

L’acidosi, infatti, precede e causa le malattie. Anche un corpo sano alla fine soccombe alle malattie fisiche, quando la sua stessa produzione di acido urico si accumula ad un punto tale che non può più opporvi resistenza. Di conseguenza diviene suscettibile ai germi, al freddo, alla fatica o all’esaurimento nervoso. Quando il livello di tossine nel corpo raggiunge il massimo tollerabile, l’organismo inizia allora un’azione di “pulizia”, che può assumere varie forme, tra cui: diarrea, mal di testa, raffreddore, eruzioni della pelle, ascessi, foruncoli, reumatismi, infiammazione degli occhi o di altri organi, catarro, sensazione di freddo, febbre ecc. Ma tutte queste problematiche hanno un’origine comune: un accumulo di rifiuti acidi nel corpo.

Perché si crea acidità nell’organismo?

Oggigiorno, il cibo e le bevande che assumiamo stanno diventando sempre più “produttori di acido”, specialmente i pasti veloci come quelli offerti dai fast-food e gli alimenti precotti. Anche i dolci ed i dessert formano acido, così come il caffè, il vino e la birra. Un altro elemento che crea acidità è un’alimentazione eccessiva. Va notato inoltre, che anche coloro che seguono una dieta vegetariana, possono ritrovarsi, se consumano troppi cereali, con un alto livello di acidità nel corpo. Preoccupazioni, ansia, paura e stress sono ulteriori fattori in grado di produrre acidità organica, come pure le sostanze inquinanti e le eventuali tossine presenti nell’ambiente in cui viviamo.


Una nuova luce sull’equilibrio acido-basico

Una certa acidità del corpo è necessaria alla conservazione della vita; se non vi fosse non vi potrebbe neppure essere la circolazione di energia lungo i nervi. È infatti necessaria una differenza di polarità elettrica affinché tale flusso possa aver luogo. Quando un’area del corpo si danneggia o diviene malata, vi è un’accelerazione dell’energia in quella zona, perché il primo effetto di una malattia o di un danneggiamento è quello di aumentare il grado di acidità dell’area colpita. Con l’aumento di acidità, cambia anche il potenziale di quell’area e questo fatto aumenta il flusso di energia proveniente dal cervello e con essa anche il flusso del sangue in arrivo.

Come si può facilmente immaginare, l’aumento dell’energia nervosa e del flusso del sangue determinano un maggior potere curativo nella zona colpita. Bisogna comunque sottolineare che una quantità maggiore o minore del necessario sconvolge questo processo di guarigione. Un eccesso di acidità nei tessuti dell’organismo stimola infatti un flusso di energia nervosa troppo grande e se questa condizione permane troppo a lungo interferisce con la capacità delle cellule del cervello di continuare a fornire l’energia nervosa richiesta.

Una diminuzione di tale capacità conduce ad una minor differenza di potenziale tra il cervello e il resto del corpo. Quando questa differenza si annulla, come accade nei casi di severa acidosi, ne consegue la morte. La vita, come abbiamo già detto, è infatti possibile solo quando viene mantenuta una differenza di polarità elettrica tra il cervello e le altre parti del corpo.

La vera causa dell’osteoporosi

Per poter sopravvivere il corpo deve mantenere il sangue ad un pH pari a 7.4: ovvero un valore leggermente alcalino (un valore neutro sarebbe invece rappresentato da un pH a 7.0). In presenza di un’acidità eccessiva il corpo utilizzerà allora parte del calcio presente nelle ossa per ridurre l’acidità, poiché se non agisse in questo modo si creerebbe una situazione di grave pericolo, in grado di condurre anche alla morte. Il corpo, per neutralizzare l’acido in eccesso utilizzerà inoltre oltre al calcio anche le sue riserve di potassio, sodio e magnesio, che sono tutti minerali alcalinizzanti, prelevandoli dalle ossa, dai denti e dalle cellule di tutti i tessuti.

In questa situazione un individuo perde dei minerali preziosi ed anche eventuali supplementi alimentari non potranno essere utilizzati a causa dell’ambiente acido creatosi. Si può facilmente comprendere come questa situazione possa dar luogo, a lungo andare, all’osteoporosi: una malattia dovuta alla mancanza di calcio nelle ossa. Se questa situazione dovesse persistere le stesse cellule si saturerebbero di acido e si creerebbero i presupposti per altre innumerevoli malattie. Alcuni sintomi che fanno presagire un aumento di acidità sono: la stanchezza senza ragione, il sentirsi vuoti e nervosi. La presenza di dolori muscolari, stitichezza, problemi digestivi ed acidità di stomaco.

Patologie da deposito

Tra i tessuti in cui tendono ad accumularsi gli acidi urici, citiamo quelli vascolari (per es. le cartilagini), quelli poco vascolarizzati (per es. tendini e legamenti) e quelli che si trovano intorno alle articolazioni periferiche distali o ai tessuti più freddi (per es. l’orecchio). Il deposito di acido nelle articolazioni porta al loro deterioramento, con conseguente comparsa di osteoartrite ed altre malattie osteo-articolari.

Anche l’acido urico che arriva nell’urina, può precipitare creando delle piccole formazioni di cristallo che nel tempo, aggregandosi, possono formare dei granelli o addirittura dei calcoli. Nella gotta cronica grave i cristalli possono depositarsi nelle articolazioni centrali più grandi e nei tessuti degli organi, reni compresi.

Una dieta salutare

Per ovviare a tutti questi problemi, è allora molto importante impostare un corretto stile di vita ed avere un’alimentazione sana e adeguata, con poche proteine e le giuste combinazioni alimentari. In questo modo sarà possibile contrastare efficacemente l’eccessiva acidificazione del corpo, causa conclamata di svariate patologie.

La dieta di seguito proposta, è valida sia per le persone sane che per quelle malate e dovrebbe essere seguita sempre. Essa serve a mantenerci in salute, che è il bene più prezioso che possediamo.

Appena alzati:

Succo di 1/2 limone in un bicchiere d’acqua tiepida con poco zucchero di canna.

Per la colazione, scegliere tra queste varianti:

-         Frutta di stagione (una qualità per volta), magari preceduta da 4/5 prugne secche.

-         Yogurt naturale.

-         Biscotti con poco zucchero e infuso di erbe non dolcificato.

Bisogna ricordare che zuccheri + amido creano fermentazione e quindi acidificazione. Pertanto sarebbe utile evitare pane e miele e pane e marmellata e dolci molto zuccherati, oppure ridurne le quantità. Non usare inoltre succo di arancia con pane, torte o biscotti, perché acido + amido creano fermentazione e quindi acidificazione.
 

A pranzo:

Solo il primo (pasta, riso, preferendo il riso) con contorno di verdure crude. Niente frutta o dessert. Non usare inoltre aceto o limone sull’insalata, perché acidi + amidi (come già detto sopra) producono fermentazione e quindi acidificazione.

A cena:

Solo il secondo, alternando: pollo, formaggio di capra o pecora, legumi, uova, pesce. Sempre accompagnato da verdura cruda. Niente frutta o dessert. Non usare aceto o limone sull’insalata.

Suggerimenti vari

-   Eliminare completamente latte e formaggi di mucca (lo yogurt naturale è accettabile), fritture, intingoli, salumi, insaccati, pappa reale e dolciumi industriali. Cioccolato solo in piccole quantità.

-   Prediligere i formaggi di capra e pecora: sono più sani, in quanto il latte di questi animali è molto simile a quello umano.

-   Eliminare le bevande gassate, quindi anche l’acqua minerale gassata.

-   Eliminare bevande e alimenti ghiacciati: sono dannosi per fegato e pancreas.

-   Evitare di bere acqua ai pasti: rende difficile l’assimilazione dei grassi.

-   Eliminare lo zucchero bianco, usarne poco di canna o del fruttosio.

-   Eliminare dolci e dolciumi, perché sono acidificanti.

-   Ricordare che i cereali integrali hanno molta fibra, ma sono acidificanti.

-   Eliminare latte e formaggi di vacca, sono acidificanti.

-   Eliminare latte di soia, avena, ecc. sono acidificanti.

-   Eliminare i succhi di frutta conservati, sono acidificanti.

-   Eliminare i dadi e surrogati per brodo, sono acidificanti.

-   Eliminare assolutamente carne rossa, salumi e insaccati.

-   Mangiare la frutta lontano dai pasti.

-   Non esagerare con la verdura cotta, perché fermenta.

-   Mangiare la patate da sole o con altra verdura cotta, o con olive.

-   Non combinare le patate con carne, pesce o formaggio.

-   Non combinare caffè e latte.

-   Mangiare i legumi, che sono un buon sostituto delle proteine animali, ma con parsimonia.

-   Non utilizzare amidi nel pasto serale perché il pancreas ha poca energia. Pertanto alla sera niente pasta, pane, riso, pizza o minestre e minestroni con cereali. Come regola generale: amidi e carboidrati al mattino e a mezzogiorno, proteine alla sera.

 

Fonte: http://www.procaduceo.org

Revisione ed integrazione di M.P.

 

 


 

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