Chiodi nella mela?

14/07/2011

 

mela chiodataUn rimedio delle nostre nonne che è giunto fino a noi dal Medioevo, utile alle persone che necessitano di ferro.

Infatti a quei tempi si usava utilizzare delle mele nelle quali erano stati inseriti dei chiodi; gli acidi contenuti nella mela (soprattutto gli acidi malico e citrico) sciolgono il ferro del chiodo e pertanto la mela stessa si arricchisce di questo prezioso metallo.

Vediamo come si può utilizzare ai giorni nostri. Occorre procurarsi da sei a otto grossi chiodi di ferro, ferro non trattato antiruggine, quelli cioè che possono arrugginire. I chiodi vanno sterilizzati per alcuni minuti in acqua bollente, poi li si inserisce in una mela biodinamica o biologica dove vanno lasciati per 24 ore. La mela liberata dai chiodi potrà essere mangiata ed i chiodi potranno poi essere riutilizzati inserendoli in una nuova mela per il giorno successivo.

interno mela chiodataI punti di inserzione dei chiodi appariranno neri: questo è normale, segno che una certa quantità di ferro si è depositata nel vegetale, biodisponibile per il nostro organismo, perfettamente assimilabile, ed è un rimedio affatto costoso, al contrario di certi preparati farmaceutici che vengono impunemente utilizzati da oltre 40 anni, tra l'altro con spiacevoli effetti collaterali. Anche il sapore della mela risulterà quasi invariato.

E' utile ricordare che l'assorbimento del ferro avviene in presenza di Vitamina C, quindi occorrerà abbinare alla mela anche un bicchiere di acqua con la spremuta di un limone.

Se, come dice il detto, "una mela al giorno leva il medico di torno", in questo caso è anche un valido aiuto per chi soffre di anemia ferropriva, cioè è carente di ferro, come può ad esempio capitare alle donne in gravidanza o che presentano mestruazioni abbondanti.

I più usuali sintomi della carenza di ferro includono la stanchezza immotivata ed il mal di testa frontale.

Consultate il vostro terapeuta per ulteriori consigli e se i sintomi persistono.

MP

immagini dal web

 

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