Alternative all'ibuprofene

27/07/2011

 

Molte persone sono solite usare farmaci a base di ibuprofene per contrastare infiammazioni, dolori e febbre. Questo anti-infiammatorio non steroideo (FANS) viene comunemente usato per trattare l’artrite, i dolori mestruali, il mal di testa, i dolori in genere e varie condizioni infiammatorie.

Effetti collaterali dell’ibuprofene

Sebbene la maggior parte delle persone pensi che l’ibuprofene sia abbastanza innocuo, è purtroppo associato ad aumentato rischio di problemi cardiocircolatori, inclusi ictus ed infarto, come pure a problemi gastrointestinali, come sanguinamento o perforazione dello stomaco o dell’intestino. Il rischio aumenta in seguito al continuo utilizzo del farmaco, sebbene il tempo necessario per avere un danno può variare secondo la salute generale, l’uso di altri medicamenti, l’età ed altri fattori.

Alternative naturali all’ibuprofene

Molti studi hanno preso in esame i vari rimedi naturali contro il dolore e l’infiammazione che possono rappresentare un’alternativa all’ibuprofene. Generalmente questi rimedi non presentano effetti collaterali. Eccone alcuni da prendere in considerazione.

Se siete già in terapia con qualche farmaco, consultate sempre il vostro curante prima di intraprendere un nuovo trattamento.

Boswellia-alberoBoswellia: questo rimedio anti-infiammatorio deriva dalla Boswellia serrata, un albero che cresce in India. Le proprietà anti-infiammatorie della Boswellia sono attribuite all’acido boswellico che contiene. Questo composto aumenta il flusso sanguigno nelle articolazioni e contrasta l’ingresso delle cellule infiammatorie nei tessuti danneggiati. E’ disponibile per uso orale e come crema. In caso di dolori ed infiammazioni la dose suggerita è di 450-750 mg al giorno, per 3 o 4 settimane.

 

 

capsaicina, peperoncinoCapsaicina: il componente attivo, la capsaicina, deriva dal peperoncino e viene spesso usata topicamente per dolori nervosi, muscolari ed articolari. Agisce interferendo con la sostanza P, un neurotrasmettitore che aiuta a trasmettere i segnali dolorosi al cervello. E’ disponibile in crema o in gel, in diverse percentuali, solitamente da 0.025% a 0.075% e viene applicata 3 o 4 volte al giorno. Può causare sensazione di bruciore all’inizio, che tende a scomparire con l’uso.

 

 

 

uncaria tomentosaUncaria tomentosa: anche detta unghia di gatto, cresce in Sud America. Contiene un agente anti-infiammatorio che blocca la produzione della prostaglandina, un ormone che contribuisce all'infiammazione ed al dolore. Le dosi suggerite vanno da 250 a 1000 mg, da 1 a 3 volte al giorno, solitamente disponibili in capsule. Un alto dosaggio può causare diarrea, secondo la sensibilità individuale.

 

 

 

curcumaCurcumina: la Curcumina è un componente della curcuma ed è un potente antidolorifico che blocca le proteine del corpo che causano infiammazione ed anche la sostanza P, il neurotrasmettitore utilizzato per trasmettere i messaggi del dolore al cervello. Studi effettuati dimostrano che la curcumina è efficace nel dolore cronico dell’artrite reumatoide. Il dosaggio suggerito va da 400 a 600 mg di curcumina 3 volte al giorno in caso di dolore e infiammazione.

 

 

omega-3Acidi grassi Omega-3: questi acidi grassi hanno proprietà anti-infiammatorie provate in persone sofferenti per artrite, condizioni infiammatorie delle articolazioni e dell’intestino. Inoltre, riducono il rischio cardiovascolare, il che è particolarmente utile alle persone con artrite reumatoide, che notoriamente hanno un accresciuto rischio di patologie cardiovascolari. La dose suggerita, in forma di olio di pesce, è di 1000 mg al giorno.

 

 

 

 

corteccia salice biancoCorteccia di salice bianco: è il predecessore dell’aspirina. La corteccia di salice bianco contiene salicina, che viene convertita in acido salicilico nello stomaco. E’ molto meno irritante per lo stomaco del prodotto sintetico, l’aspirina, e permette di ridurre dolori, infiammazioni e febbre. La dose suggerita per la tintura madre è di una o due pipette di contagocce al giorno.

 

 

 

Ovviamente, anche l’uso di questi rimedi non va separato dalla ricerca delle cause che hanno portato ad una determinata sintomatologia. E’ sempre meglio, e quasi sempre possibile, lavorare “a monte” del problema, eliminando le cause che lo hanno prodotto.

Ricordiamo che le presenti informazioni sono qui riportate a carattere informativo e divulgativo, non incoraggiamo in nessun modo il fai da te terapeutico ed invitiamo come sempre a consultarsi con il proprio curante.



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