Vitamina C endovenosa e cancro

24/05/2013

 

Irving Stone è stato un pensatore e scrittore ed ha scritto anche sulla vitamina C (il cui nome scientifico è acido ascorbico). Stone sapeva che ci sarebbe voluta una dura battaglia per cambiare il modo in cui i medici considerano la vitamina C. Mentre la maggior parte dei medici accetta che lo scorbuto sia una malattia dovuta alla carenza di vitamina C, pochi hanno fatto il salto, piuttosto gigantesco, necessario per verificare se alte dosi di vitamina C endovena siano efficaci nella gestione del cancro.

Vi è in realtà un ampio spettro di usi medici per la vitamina C. Esistono prove che ne documentano l’utilità come miglior agente antivirale ora disponibile... se utilizzato alla dose corretta. La vitamina C può neutralizzare ed eliminare una vasta gamma di tossine. La vitamina C migliorerà la resistenza dell’organismo, aumentando notevolmente la capacità del sistema immunitario nel neutralizzare le infezioni batteriche e fungine. Ora, il National Institutes of Health ha pubblicato prove che dimostrano le proprietà anti-cancro della vitamina C.

Con così tanti benefici medici, perché così pochi medici ne sono al corrente?

Una spiegazione deriva dalla designazione dell' acido ascorbico come "vitamina". Il Dizionario Medico Illustrato Dorland riporta la seguente definizione di vitamina: “un termine generale per un numero di sostanze organiche non correlate presenti in molti alimenti in piccole quantità e che sono necessarie in tracce per il normale funzionamento metabolico del corpo”. Come vitamina, sono necessari solo 60 mg di acido ascorbico (quotidianamente, N.d.T) per prevenire la comparsa dei sintomi dello scorbuto. Come trattamento medico per il cancro, le infezioni letali e le esposizioni a sostanze tossiche, ne devono essere somministrati decine di migliaia di milligrammi, spesso per via endovenosa (IV), così come per via orale.

Il fondatore del Centro Riordan, il dottor Hugh Riordan, è stato un vero scienziato che ha creduto nel potere della valutazione scientifica, oltre i dogmi. Con l'istituzione del Centro nel 1975, ha regolarmente controllato i livelli plasmatici di vitamina C in pazienti affetti da malattie croniche. Ha trovato che questi pazienti hanno un tenore costantemente basso dei loro livelli plasmatici di vitamina C. È interessante notare che i pazienti affetti da tumore avevano POCHISSIME riserve di vitamina C. Questa letteratura scientifica documenta i bassi livelli di vitamina C nei pazienti affetti da cancro. Le cellule tumorali consumano attivamente vitamina C in un modo che porta ad esaurire le riserve tissutali di tale vitamina.

Le scansioni PET sono comunemente ordinate dagli oncologi per valutare le diffusioni metastatiche nei malati di cancro (la diffusione del cancro ad altri organi). Ciò che è effettivamente iniettato nel paziente all'inizio della scansione è il glucosio radioattivo (fluorodesossiglucosio, 18-FDG, N.d.T.). Le cellule tumorali sono anaerobiche obbligate, il che significa che dipendono dal glucosio come fonte primaria di combustibile metabolico. Le cellule tumorali utilizzano meccanismi di trasporto chiamati trasportatori del glucosio per attrarre attivamente il glucosio.

Nella grande maggioranza degli animali (ma non nell’uomo e nei primati, N.d.T.) la vitamina C è sintetizzata dal glucosio in soli quattro passaggi metabolici. Quindi, la forma molecolare di vitamina C è notevolmente simile al glucosio. (vedi figura)

 

 

Le cellule tumorali trasportano attivamente la vitamina C al loro interno, forse perché la scambiano per glucosio. Un'altra spiegazione plausibile è che usino la vitamina C come antiossidante. Al di là di questo, la vitamina C si accumula nelle cellule tumorali.

Se grandi quantità di vitamina C vengono rese disponibili alle cellule tumorali, grandi quantità verranno assorbite da queste cellule. In queste insolitamente grandi concentrazioni, la vitamina C antiossidante inizierà a comportarsi come un pro-ossidante, interagendo con il rame e il ferro intracellulare. Questa interazione chimica produce piccole quantità di perossido di idrogeno.

Poiché le cellule tumorali possiedono quantità relativamente basse di un enzima intracellulare antiossidante chiamato catalasi, la dose elevata di vitamina C induce la produzione di perossido che continuerà fino a provocare la lisi della cellula tumorale! Questo effettivamente rende alte dosi di vitamina C per via venosa (IVC) un agente chemioterapico non tossico che può essere somministrato in combinazione con i trattamenti convenzionali per il cancro. Sulla base del lavoro di diversi pionieri sulla vitamina C prima di lui, il dottor Riordan è stato in grado di dimostrare che la vitamina C è selettivamente tossica per le cellule del cancro se somministrata per via endovenosa. Questa ricerca è stata recentemente riprodotta e pubblicata dal Dott. Mark Levine del National Institutes of Health.

Come temuto da molti oncologi, piccole dosi possono effettivamente aiutare le cellule tumorali perché piccole quantità di vitamina C possono aiutare le cellule del cancro a proteggersi dai danni da radicali liberi indotti dalla chemioterapia e dalle radiazioni. Solo dosi marcatamente elevate di vitamina C sapranno selettivamente accumularsi come perossido nelle cellule tumorali al punto di agire in un modo simile alla chemioterapia. Questi dosaggi tumore-tossici possono essere ottenuti solo tramite somministrazione endovenosa.

In un periodo di 15 anni di ricerche sulla vitamina C, il gruppo di ricerca RECNAC (cancer scritto al contrario) del Dott. Riordan ha prodotto 20 articoli, pubblicati, su vitamina C e cancro. RECNAC ha anche ispirato il secondo istituto di ricerca sul cancro, noto come RECNAC II, presso l'Università di Porto Rico. Questo gruppo ha recentemente pubblicato un ottimo documento in "Integrative Cancer Therapies", dal titolo "Oncologia ortomolecolare: acido ascorbico e cancro 25 anni dopo." I dati prodotti dal RECNAC hanno dimostrato che la vitamina C è tossica per le cellule tumorali, senza per questo inficiare le prestazioni della chemioterapia.

La somministrazione endovenosa di vitamina C va anche oltre la sola distruzione delle cellule tumorali. È in grado di aumentare l'immunità. Può stimolare la formazione di collagene per aiutare il corpo ad isolare il tumore. Inibisce la ialuronidasi, un enzima che i tumori usano per metastatizzare e invadere altri organi in tutto il corpo. Induce apoptosi, cioè la morte auto indotta delle cellule tumorali. Corregge la condizione di scorbuto, di riscontro quasi universale nei pazienti oncologici. I malati di cancro sono stanchi, svogliati, presentano ecchimosi ed hanno un scarso appetito. Non dormono bene ed hanno una bassa soglia per il dolore. Tutto questo si aggiunge ad un quadro molto classico di scorbuto che generalmente non viene riconosciuto dai medici convenzionali.

Tutte queste evidenze coincidono con i risultati delle ricerche del Dr. Matthias Rath che possono essere visionate al seguente link:

(http://www4.dr-rath-foundation.org/links/index.html#drrathresearch)

 

Quando i pazienti del Cancer Center ricevono IVC, riferiscono che il loro livello di dolore si attenua e che sono in grado di tollerare meglio la chemioterapia. Essi si riprendono più velocemente in quanto la IVC riduce la tossicità della chemioterapia e delle radiazioni, senza comprometterne gli effetti lesivi sulle cellule tumorale. IVC è complementare alle cure oncologiche. IVC può aiutare i malati di cancro a sopportare gli effetti delle loro terapie tradizionali, a guarire più velocemente, ad essere più resistenti alle infezioni, a sviluppare un appetito migliore ed a rimanere più attivi in generale. Tutto questo promuove una migliore risposta alla terapia del cancro.

IVC viene utilizzato da tre decenni al Centro. Non si sono verificate complicazioni gravi, ma ci sono un paio di potenziali complicazioni che devono essere sottoposte a screening. Poiché la vitamina C migliora l'assorbimento del ferro, il sovraccarico di ferro deve essere escluso (ad es. emocromatosi, N.d.T). L'elevato carico di sodio dato da IVC può creare un sovraccarico di liquidi in pazienti con insufficienza cardiaca, insufficienza renale o insufficienza congestizia. Inoltre i pazienti vengono indagati per verificare che non presentino carenza di G6PD (un enzima che concorre nel mantenere la stabilità delle membrane dei globuli rossi). Anche se molti medici temono che grandi dosi di vitamina C possano causare calcoli renali, raramente si è notato il fenomeno e diversi grandi studi clinici nella letteratura medica rigettano questa idea sbagliata.

Per riassumere, la maggior parte degli organismi viventi producono la propria vitamina C. Quando sono sotto stress, o per malattia o infortunio, madre natura ha fornito loro un mezzo per facilitare la guarigione: essi sintetizzano più acido ascorbico. Come risultato, essi provano meno dolore, rimangono attivi, possono dormire ed hanno un migliore appetito: tutte funzioni che promuovono la guarigione.

Il Dr. Riordan ha detto una volta: ”al Centro non trattiamo il cancro... trattiamo le persone alle quali capita di avere il cancro. IVC è uno strumento che permette ai nostri medici del Centro di sfruttare un meccanismo di guarigione che i nostri antenati umani hanno perso molto tempo fa: la capacità di aumentare notevolmente i livelli tissutali di vitamina C. La ricerca mostra che i sorprendentemente alti livelli raggiungibili solo tramite IVC non solo aiutano a combattere il rischio di infezione e il dolore delle metastasi, ma effettivamente aiutano nella sconfitta delle cellule tumorali stesse, attraverso un meccanismo molto elegante che non danneggia le cellule sane. E' una scoperta che il mondo medico sta appena iniziando a scoprire".

 

Ricordiamo che le presenti informazioni sono qui riportate a carattere informativo e divulgativo, non incoraggiamo in nessun modo il fai da te terapeutico ed invitiamo come sempre a consultarsi con il proprio curante.

 

Fonti:

GreenMedInfo

Traduzione, adattamento ed integrazione di M.P.

 

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2013